5 motivi per cui l’outsourcing conviene al commercialista

Il lavoro dei dottori commercialisti è costituito sia da attività vantaggiose, ad alte marginalità, sia da adempimenti laboriosi e a basso profitto. In molti casi affidare a terzi la gestione degli adempimenti a basso valore aggiunto è la soluzione per risollevare uno Studio in difficoltà economiche. In questo articolo si descrive perché l’outsourcing conviene al commercialista e come sia possibile spendere ulteriori risorse in servizi esterni, trasformando uno Studio in declino in un business florido.

Indice

  • Cos’è l’outsourcing per il commercialista
  • Cinque motivi per cui l’outsourcing per il commercialista conviene
  • Quando gli Studi si affidano all’outsourcing
  • Conclusione

Cos’è l’outsourcing per il commercialista

Per outsourcing contabile, o esternalizzazione contabile, s’intende quel processo tramite il quale un commercialista delega l’esecuzione di alcune mansioni a un fornitore di servizi esterno. Solitamente si tratta di attività marginali, ma imprescindibili per lo Studio, poiché parte integrante dei servizi offerti ai propri clienti. Questi ultimi non sono tenuti a conoscere il servizio a cui il commercialista fa ricorso, a meno che il commercialista stesso non desideri condividere l’informazione col proprio assistito.
Attraverso l’esternalizzazione s’intende snellire i processi interni, affidando al proprio team le attività core dello Studio, sgravandole da mansioni ripetitive che necessitano di poca competenza, ma che sottraggono energie e tempo.

Cinque motivi per cui l’outsourcing per il commercialista conviene

Perché pagare un servizio esterno per mansioni che possono svolgere i dipendenti interni? L’outsourcing conviene al commercialista?
Tutte queste sono domande che legittimamente si pone il commercialista che valuta il ricorso a questo servizio.
L’esternalizzazione contabile è vantaggiosa non per uno, bensì per diversi aspetti. 

  1. Anzitutto va tenuto conto che alleggerire i propri collaboratori significa dar loro la possibilità di dedicarsi ad attività ad alto valore aggiunto, di concentrarsi sulle proprie specifiche mansioni, di formarsi acquisendo nuove competenze.
  2. La conseguenza di avere in Studio personale più specializzato è l’accrescimento del suo know-how, che può essere messo a valore differenziando l’offerta dei servizi o verticalizzando singole proposte per una clientela ristretta. Lo Studio ne trae vantaggio in prestigio e competitività. 
  3. Il supporto del partner esterno, un collega commercialista solitamente, permette d’individuare potenziali criticità grazie a un’analisi preliminare che riguarda gli strumenti adottati in Studio e i processi di evasione delle operazioni contabili. In tal modo è possibile implementare strategie efficienti per il flusso di lavoro, migliorando le prestazioni generali dell’intero team.
  4. Personale più preparato e meno distratto, unito all’ottimizzazione del work flow genera una consistente riduzione degli errori e una maggior uniformità nelle procedure, garanzia di trasparenza e accessibilità ai documenti.
  5. Azzeramento degli errori, massima efficienza di studio, certezza nel rispetto delle scadenze, significano soprattutto riduzione dei tempi di lavoro.
    Questo per il commercialista si esprime in maggior tempo a disposizione per sé, per la propria formazione e aggiornamento professionale, e per i propri clienti. Il commercialista potrà in questo modo curare una relazione di valore con i propri assistiti.

Quando gli studi si affidano all’outsourcing

Le situazioni in cui i commercialisti solitamente esternalizzano parte delle proprie attività rientrano solitamente in due macro situazioni.
La prima è la mancanza di personale.

Questo può essere determinato da fattori differenti: 

  • difficoltà a reperire personale sufficientemente qualificato; 
  • impossibilità dello Studio ad assumere nuovi collaboratori per coprire maternità e malattie;
  • picchi di lavoro legati alla stagionalità delle pratiche, che richiederebbero personale momentaneo;
  • mancanza di risorse economiche per nuove assunzioni.

Altro caso, ma altrettanto complesso, è la volontà di ampliare lo Studio.
In questa circostanza il commercialista si rivolge all’outsourcing per poter aumentare i clienti, ampliare l’offerta dei servizi, accumulare risorse economiche per nuovi investimenti e guadagnare tempo finalizzato allo studio nuove strategie di mercato.

Conclusione

Sono molteplici le motivazioni per cui un dottore commercialista può voler ricorrere all’esternalizzazione di una fetta delle proprie attività. L’outsourcing è una risposta flessibile alle esigenze più differenti, declinabile sul singolo caso, capace di adattarsi a gestioni diverse del lavoro e del rapporto col cliente finale.
Resta imprescindibile la scelta del giusto fornitore, che diviene parte complementare del proprio lavoro. Se cerchi ulteriori approfondimenti su questo servizio contattami, analizzeremo senza impegno la situazione del tuo studio e valutare la convenienza dell’outsourcing sulla tua attività.