RPA e dottori commercialisti

Introduzione

Questo articolo vuole rispondere alla domanda che più di frequente si pongono i professionisti fiscali rispetto all’automazione: nella pratica, come applicare la RPA nel proprio studio?

Prima di entrare nel merito, una premessa: l’articolo descrive la RPA come sostituta di compiti ripetitivi a basso valore aggiunto. Più in generale, la RPA può essere agganciata ad altre applicazioni di OCR e intelligenza artificiale, che ne ampliano l’utilizzo a processi più complessi, tema estraneo a questo articolo.

Come può essere utilizzata la RPA all’interno dello studio di un commercialista?

Molti sono i compiti ripetitivi che avvengono in ogni studio commercialista e spesso corrispondono a operazioni che non creano valore aggiunto.

Se ne potrebbero elencarne diversi, l’inserimento dati, la stampa dei libri fiscali, l’invio dei dichiarativi e così via. Si potrebbe tuttavia obiettare che molti di questi compiti sono in parte automatizzati.

Questo non è propriamente corretto: definendo come “automatizzati” dei processi che si eseguono da soli, senza il minimo contributo dell’individuo, ci si può facilmente rendere conto che molti di questi compiti, più che automatizzati, sono in realtà “facilitati” dagli attuali sistemi di calcolo.

Un esempio dell’uso della RPA dei dottori commercialisti

Analizziamo un esempio concreto: probabilmente, l’attuale software di contabilità di studio permette di inviare telematicamente un modello F24 in modo rapido, con pochi passaggi da eseguire. Tuttavia, se in un secondo momento si volesse salvare il modello o inviarlo via email, bisognerebbe compiere ulteriori passaggi non automatizzati.

Si provi ad immaginare, invece, uno scenario diverso.
In un contesto realmente automatizzato, il robot svolge, in completa autonomia, la trasmissione telematica del modello F24, salvandolo in archivio e inviandone una copia al cliente. Il tutto in da solo, senza intervento umano. Naturalmente, il robot non dimentica il salvataggio del documento o dell’invio dell’email: il margine di errore è ridottissimo.

Si può sostenere che non ci sia un risparmio tale da ritenere la RPA un sistema vantaggioso.
Si provi a quantificare quanto tempo assorba il processo di trasmissione dei modelli F24, inviati in tutto l’arco dell’anno dallo studio, ai singoli professionisti. Si constaterà che l’intero processo sottrae ai commercialisti una quantità notevole delle proprie ore lavorative.
Risulta netto, quindi, il risparmio di tempo reso possibile dal processo di automatizzazione tramite robot.

RPA: risparmio di tempo, di denaro e altri vantaggi

Questo risparmio può quantificarsi sia in tempo, reso disponibile per seguire meglio il cliente, sia in denaro da poter reinvestire in altre attività.
Non vanno poi tralasciati gli ulteriori vantaggi offerti dai robot, come la costanza della loro performance, non soggetta a stanchezza o errore, oppure la possibilità di lavorare nelle ore notturne, nei festivi e senza limiti di straordinari.
Non da ultimo, il grado di adattamento del robot permette al sistema di lavorare con qualsiasi programma software, senza eccezioni.
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