L’importanza del consulente a supporto dell’imprenditore

Come ho detto anche in articoli precedenti (La tua azienda è pronta a ripartire dopo la crisi sanitaria?), nella situazione attuale le aziende guardano al presente e al futuro con grande incertezza, senza sapere se i loro clienti resteranno tali o se cambieranno i loro bisogni, se potranno continuare a pagare i fornitori e i dipendenti con regolarità e se arriveranno aiuti da parte dello Stato.

Oggi la nuova sfida per consulenti e commercialisti è quella di analizzare e programmare il futuro delle aziende, riducendo al minimo il rischio di crisi.
Gli obiettivi da raggiungere sono garantire continuità e sicurezza, considerando quello che è successo la scorsa primavera, ma anche quello che sta succedendo proprio in questi giorni e che speravamo non sarebbe tornato. Abbiamo ridimensionato ambizioni e bilanci, e nello spaesamento di questo periodo è sempre più importante affidarsi a un professionista.

Le piccole e medie imprese sono quelle più colpite dagli avvenimenti recenti, e per garantire loro un futuro sono necessarie capacità organizzative e di analisi, e il sostegno di un consulente è necessario anche per fare attività di controllo. Di conseguenza, le attività con cui un commercialista può supportare la vostra azienda sono diverse. Vediamole insieme.

Il ruolo del commercialista nella crisi da Covid-19
La collaborazione tra il professionista e l’imprenditore diventerà sempre più stretta e, in certi casi, irrinunciabile. Il compito delle parti coinvolte è questo:

  • l’imprenditore deve fidarsi e capire il valore del ruolo strategico del commercialista, soprattutto nell’ambito della prevenzione della crisi d’impresa;
  • il commercialista diventa consulente a tutti gli effetti, e avrà un nuovo ruolo di controllo.

I numerosi fallimenti aziendali degli ultimi anni (parlando di quelli non relativi alla situazione attuale, di cui dovremmo tristemente valutare le conseguenze solo negli anni a venire) sono stati causati perlopiù da incapacità di governare i costi per svolgere le quotidiane attività di business, a volte anche nonostante i buoni ricavi. Ecco perché il ruolo di consulente è strategico: per controllare e prevenire i costi.

Durante una consulenza contabile e di bilancio, oggi, il commercialista deve fare consulenza di contabilità analitica, controllo dei costi e produrre una reportistica che analizzerà insieme al cliente.
I vantaggi di questo rapporto tra consulente e imprenditore sono diversi:

  • se si controllano i costi in maniera meticolosa, si riesce a stabilire il margine di guadagno;
  • se si analizzano i dati disponibili si facilitano i processi decisionali;
  • se si monitorano i dati e i costi abbiamo una visione oggettiva e in tempo reale dell’andamento economico dell’azienda.

Quali sono i passaggi fondamentali per fare un ottimale controllo di gestione?

  1. Limitare le uscite non necessarie e incassare i crediti

La prima cosa da fare è distinguere i costi indispensabili e quelli che possono essere prorogati, rivisti e diminuiti. Questo passaggio è necessario a creare un nuovo calendario di pagamenti dei fornitori, a richiedere eventuali sospensioni dei pagamenti rateali e richiedere ammortizzatori sociali per pagare i dipendenti. Poi si passa a guardare i ricavi e incassare i crediti cercando di evitare gli insoluti.

  1. Pianificare i flussi di cassa e assicurare nuova liquidità

E’ fondamentale per le aziende pianificare i prossimi mesi. Le aziende devono programmare i flussi di cassa in entrata e uscita per almeno i prossimi 12 mesi e, nel caso in cui la previsione sia di entrate insufficienti, pianificare anche eventuali azioni correttive. Se tale previsione, infatti, indicasse una carenza di mezzi finanziari e difficoltà a pagare dipendenti, tasse e fornitori, è necessario ottenere nuova liquidità. Qui, salvo risorse personali disponibili, diventa fondamentale approcciare in modo corretto il sistema bancario o utilizzare altri canali alternativi ormai sempre più diffusi.

  1. Individuare le aree in difficoltà

Serve sicuramente un’ analisi approfondita dell’ azienda e dei vari processi in atto per Individuare eventuali debolezze e intervenire in modo rapido e opportuno. Si pensi ad esempio ad economie di costi analizzando alternative disponibili oppure alla sostituzione di servizi non essenziali.

  1. Monitorare sempre l’azienda

È poi fondamentale tenere monitorato l’equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico dell’azienda e valutare di mese in mese dove è necessario aggiustare il tiro.

Una visione dall’esterno di come funziona l’azienda, quali sono i punti deboli da monitorare e quali modificare è fondamentale perché, nella maggior parte dei casi, i problemi che portano un’azienda a entrare in crisi sono esacerbati dal fatto che chi ci lavora è troppo coinvolto e influenzato da quello che succede. Per questo è difficile capire davvero cosa non sta funzionando, e un supporto esterno diventa indispensabile.
Chi guarda all’azienda in crisi non deve essere coinvolto né a livello economico né emotivo, e solo così sarà in grado di trovare oggettivamente le lacune, i problemi, i settori da rimettere in piedi.
Il nostro studio è in grado di fornirvi il supporto richiesto grazie all’ esperienza acquisita negli anni e alle competenze maturate in materia di contabilità, controllo di gestione e pianificazione finanziaria, che vi aiuteranno a rimettere in piedi la vostra azienda. E potete usufruirne anche online, con il servizio di commercialista digitale.